di Dott.ssa Rosaria Giulivo – Laboratorio di Analisi San Modestino

La diagnosi di celiachia e il suo monitoraggio nel tempo potrebbero essere molto più complessi di quanto si pensasse finora. Un recente studio pubblicato sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition lancia un segnale importante: i livelli di IgA totali non sono statici, ma possono variare significativamente nel corso della vita. Questa scoperta mette in discussione le attuali linee guida, che prevedono il controllo delle IgA totali solitamente solo al momento dello screening iniziale.

Perché le IgA sono così importanti

Per diagnosticare e monitorare la celiachia, i medici cercano solitamente gli anticorpi di classe IgA, come i tTG-IgA. Tuttavia, se un paziente ha un deficit di IgA totali, cioè se il suo corpo ne produce pochissime o nessuna, i test standard risulteranno negativi anche se la malattia è attiva: si tratta del cosiddetto “falso negativo”.

Nuove evidenze sul follow-up

Lo studio ha seguito un gruppo di pazienti pediatrici e ha evidenziato come i livelli di IgA possano modificarsi nel tempo. In particolare, il 5,2% dei bambini ha sviluppato un deficit di IgA solo dopo la diagnosi, suggerendo che senza nuovi controlli i loro esami del sangue futuri potrebbero apparire falsamente normali. Allo stesso tempo, tra i pazienti che inizialmente presentavano un deficit, circa il 35% ha visto i propri livelli tornare alla normalità dopo aver iniziato la dieta senza glutine.

Questi dati sottolineano come basarsi unicamente sulla misurazione iniziale delle IgA possa portare a interpretazioni errate durante il follow-up e influenzare negativamente la gestione della malattia.

Implicazioni per i pazienti

Per il paziente significa che un monitoraggio più frequente e personalizzato diventa necessario. Non basta sapere che le IgA erano normali dieci anni fa; per un controllo della malattia che sia davvero preciso, è fondamentale verificare periodicamente che le IgA siano ancora un indicatore affidabile.

Se i livelli di IgA totali scendono nel tempo, il medico deve saperlo per poter prescrivere test alternativi, come quelli basati sulla classe IgG, ed evitare che un’infiammazione silente passi inosservata.

Conclusioni

Questo studio ci ricorda che la celiachia non è una condizione statica e che la medicina di precisione passa anche attraverso controlli apparentemente semplici, ma ripetuti nel tempo. Un monitoraggio routinario delle IgA totali potrebbe diventare presto il nuovo standard per garantire ai pazienti una salute intestinale monitorata correttamente.

È importante sottolineare che queste analisi possono e devono essere ripetute ogni volta che c’è un dubbio clinico, perché la celiachia può manifestarsi anche in età adulta, molto tempo dopo un primo controllo considerato normale.

Riferimenti

  1. Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, recente pubblicazione sull’evoluzione dei livelli di IgA totali nel follow-up della celiachia pediatrica.
  2. Linee guida internazionali per la diagnosi e il monitoraggio della celiachia (ESPGHAN / altre società).
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