Dott.ssa Rosaria Giulivo
Laboratorio San Modestino – Avellino
Approfondimento sui casi osservati in Italia nel 2026 e sulle metodiche diagnostiche utilizzate per identificare il virus
L’inizio del 2026 ha segnato un’impennata critica dei casi di Epatite A (HAV) in Italia, con un cluster epidemiologico che sta mettendo sotto pressione i sistemi di sorveglianza regionali, in particolare in Campania e nel Centro-Sud Italia.
I dati preliminari del sistema SEIEVA (Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute) indicano che il numero di notifiche nel primo trimestre ha già superato le medie stagionali dell’ultimo quinquennio, con oltre 240 casi segnalati a livello nazionale.
L’analisi del focolaio: Napoli e area tirrenica
Il cuore dell’epidemia è localizzato nell’area metropolitana di Napoli, dove l’ASL Napoli 1 ha confermato oltre 70 ricoveri presso l’Ospedale Cotugno nel solo mese di marzo. La causa primaria è stata identificata nel consumo di molluschi bivalvi crudi (cozze e vongole), un veicolo classico ma ancora estremamente efficace per il virus HAV, che presenta un’elevata resistenza ambientale.
Tuttavia, il virus ha mostrato una rapida diffusione transregionale, raggiungendo il Lazio (con cluster significativi a Latina e Roma) e la Calabria. Questo suggerisce non solo una possibile contaminazione diffusa della filiera ittica, ma anche una componente di trasmissione interumana facilitata dai contatti stretti.
Profilo virologico e fattori di rischio
L’Epatite A è causata da un virus a RNA a singolo filamento appartenente alla famiglia Picornaviridae. La trasmissione avviene per via oro-fecale. I dati tecnici 2026 evidenziano:
Resilienza termica: il virus resiste al congelamento. La prevenzione efficace richiede la cottura dei cibi a oltre 85°C per almeno un minuto.
Periodo di incubazione: la finestra di 15-50 giorni rende difficile il tracciamento retrospettivo degli alimenti contaminati.
Target epidemiologico: oltre il 70% dei contagiati appartiene alla fascia d’età 30-54 anni, con una prevalenza maschile che suggerisce anche dinamiche di trasmissione sessuale (MSM) in specifici sottogruppi.
Come si identifica il virus?
Si usa un test chiamato RT-PCR, metodica molecolare fondamentale in ambito laboratoristico, simile al tampone molecolare del Covid. Si cerca il virus nel sangue o nelle feci del paziente per confermare se è malato.
Come si studia la provenienza?
Si analizzano due specifiche regioni del codice genetico del virus:
- La “Carta d’Identità” (VP1/P2B):serve a determinare a quale famiglia appartiene il virus, identificandone il genotipo.
- L'”Albero Genealogico” (5′-NTR):consente di studiare la storia evolutiva del virus e di seguirne i cambiamenti nel tempo.
Cosa ci dicono i dati del 2026?
Grazie a queste analisi, sappiamo che ci sono due modi in cui il virus si sta muovendo:
Via Cibo: un ceppo virale di tipo IA è stato trovato identico sia nelle persone che nelle cozze, confermando che il pesce crudo è il colpevole.
Via Contatto: un altro tipo di virus si sta trasmettendo tra le persone (contatti stretti), indipendentemente da cosa mangiano.
Oggi si utilizza una tecnologia rapida (NGS) che consente di leggere l’intero genoma virale in un’unica analisi. Questo serve a:
- collegare i casi: capire subito se un turista a Padova si è ammalato a causa dello stesso virus di Napoli;
- vedere se cambia: controllare eventuali variazioni genetiche del virus e la sua eventuale resistenza ai processi di sanificazione industriale.
L’emergenza 2026 evidenzia la fragilità della filiera alimentare rispetto a virus a trasmissione oro-fecale e la necessità di una comunicazione più incisiva sulla sicurezza domestica. La capacità di tracciamento molecolare (NGS) sarà decisiva nelle prossime settimane per capire se il picco epidemiologico sia stato raggiunto o se siano attesi nuovi cluster legati alle festività primaverili.
Bibliografia e fonti istituzionali
- Istituto Superiore di Sanità (ISS). Bollettino SEIEVA: Sorveglianza delle epatiti virali acute in Italia. Aggiornamento del 20 marzo 2026. Roma: Epicentro.
- Ministero della Salute. Circolare n. 003445-2026: Misure urgenti per la prevenzione dell’Epatite A correlata al consumo di molluschi bivalvi.
- European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Hepatitis A virus: Annual Epidemiological Report for 2025/2026.
- World Health Organization (WHO). Technical Report on Foodborne Viruses: HAV survival and inactivation parameters.
- ASL Napoli 1 Centro. Report sull’attività del P.O. Cotugno: Emergenza HAV Marzo 2026.