A cura della Dott.ssa Rosaria Giulivo

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) continuano a rappresentare una delle principali sfide per la sanità pubblica. I dati del nuovo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano un quadro in costante crescita: nel 2024 sono state registrate in Italia quasi 8.000 segnalazioni, con un incremento del 12% rispetto al 2023, anno che aveva già fatto registrare un aumento significativo.

Un trend che conferma quanto siano fondamentali la prevenzione, l’informazione e soprattutto una diagnosi tempestiva, resa possibile grazie agli esami di laboratorio.

I numeri dell’Istituto Superiore di Sanità

L’analisi dei dati mostra un aumento di diverse infezioni sessualmente trasmesse.

L’infezione da Clamydia trachomatis è quella che ha registrato la crescita più marcata, con un incremento del 41,5%rispetto all’anno precedente. Particolarmente colpita è la fascia di età compresa tra i 15 e i 24 anni, nella quale la prevalenza risulta significativamente superiore rispetto alle età più adulte.

Anche la gonorrea continua la sua progressione: i casi notificati nel 2024 hanno raggiunto quota 1.555, il valore più elevato dall’inizio della sorveglianza nazionale. Dal 2021 al 2024 l’aumento è stato dell’84%.

La sifilide mantiene un andamento in crescita con 695 nuovi casi, mentre il sistema di sorveglianza ha registrato anche 59 casi di Mpox nel periodo compreso tra giugno 2023 e dicembre 2024.

Particolarmente significativo è il dato relativo all’HIV: tra le persone con una diagnosi di infezione sessualmente trasmessa che hanno eseguito il test, il 12% è risultato positivo, una prevalenza stimata circa 40 volte superiorerispetto a quella della popolazione generale italiana.

Le IST spesso non danno sintomi

Uno degli aspetti più critici delle infezioni sessualmente trasmesse è la loro frequente assenza di sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali.

Molte persone possono essere portatrici dell’infezione senza saperlo e trasmetterla inconsapevolmente ai propri partner.

Quando presenti, i sintomi possono comprendere:

  • secrezioni genitali anomale;
  • bruciore durante la minzione;
  • prurito o irritazione;
  • ulcere o lesioni genitali;
  • dolore pelvico o durante i rapporti sessuali.

La loro assenza, tuttavia, non esclude l’infezione, motivo per cui il controllo di laboratorio rappresenta spesso l’unico modo per ottenere una diagnosi certa.

Perché gli esami di laboratorio sono così importanti

La diagnosi precoce consente di identificare rapidamente l’agente responsabile dell’infezione e di iniziare il trattamento più appropriato.

Intervenire tempestivamente significa:

  • ridurre il rischio di trasmissione ad altri partner;
  • prevenire complicanze come infertilità, malattia infiammatoria pelvica e infezioni croniche;
  • individuare eventuali coinfezioni, tra cui HIV ed epatiti virali;
  • proteggere la salute riproduttiva e sessuale nel lungo periodo.

Per questo motivo gli specialisti raccomandano di eseguire gli accertamenti non solo in presenza di sintomi, ma anche dopo un rapporto sessuale non protetto, in caso di cambio di partner o quando indicato dal medico.

Quali esami possono essere utili

Il percorso diagnostico viene sempre definito dal medico sulla base della storia clinica, dei sintomi e dei fattori di rischio.

Tra gli esami che possono essere richiesti rientrano:

  • ricerca di Chlamydia trachomatis;
  • ricerca di Neisseria gonorrhoeae;
  • test sierologici per la sifilide;
  • test HIV;
  • screening per epatite B ed epatite C;
  • altri esami microbiologici o molecolari quando clinicamente indicati.

L’appropriatezza diagnostica permette di ottenere risultati affidabili e di impostare rapidamente il corretto percorso terapeutico.

Prevenzione: un impegno che parte dall’informazione

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, invertire il trend richiede un approccio integrato che comprenda prevenzione, educazione sanitaria e accesso facilitato ai servizi diagnostici.

Tra le principali raccomandazioni figurano:

  • utilizzo corretto del preservativo;
  • vaccinazione contro HPV ed epatite B (e, nei casi indicati, epatite A);
  • esecuzione dei test in presenza di comportamenti a rischio;
  • trattamento tempestivo dell’infezione e del partner quando necessario;
  • maggiore consapevolezza del legame tra IST e rischio di trasmissione dell’HIV.

Il ruolo del Laboratorio di Analisi San Modestino

La prevenzione passa anche attraverso una diagnostica di qualità.

Il Laboratorio di Analisi San Modestino mette a disposizione tecnologie diagnostiche affidabili e personale qualificato per supportare il medico nell’identificazione delle principali infezioni sessualmente trasmesse.

Un esame eseguito al momento giusto può fare la differenza, consentendo una diagnosi precoce, un trattamento tempestivo e una significativa riduzione del rischio di complicanze e di diffusione dell’infezione.

Prendersi cura della propria salute sessuale significa scegliere la prevenzione, affidarsi a professionisti qualificati e non rimandare gli accertamenti quando sono indicati.

 

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere del medico. Per valutare quali esami eseguire è sempre necessario confrontarsi con il proprio medico curante o con lo specialista di riferimento.

 

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